SCIA | Somministrazione

INIZIO | VARIAZIONE | CESSAZIONE |  SUAP - ROMA

Alimenti e bevande

PREVENTIVO

IVA INCLUSA
+ diritti

Un imprenditore artigiano dirige personalmente, professionalmente e in qualità di titolare l'impresa artigiana. Inoltre si assume la piena responsabilità, gli oneri e i rischi della sua gestione e svolge buona parte del proprio lavoro nel processo produttivo.
Un’impresa artigiana è diretta dall'imprenditore artigiano e ha come scopo principale la produzione di beni o la prestazione di servizi.

SCIA | Somministrazione di alimenti e bevande in occasione di sagre, fiere, manifestazioni

religiose, tradizionali e culturali o eventi locali straordinari (somministrazione temporanea)

       L'attività' temporanea di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di sagre, fiere, manifestazioni religiose, tradizionali e culturali o eventi locali straordinari, è avviata previa segnalazione certificata di inizio attività priva di dichiarazioni asseverate e non è soggetta al possesso dei requisiti professionali (REC e analoghi).
      La durata della somministrazione temporanea non può essere superiore a quella della manifestazione. Per l’attività svolta in locali, la somministrazione temporanea non può essere svolta più di tre volte nell'arco dello stesso anno solare.
      Ne fa richiesta la persona interessata (legale rappresentante in caso di società) purché maggiorenne, in possesso dei requisiti morali direttamente o tramite intermediario.
      L’attività deve essere avviata mediante una Segnalazione Certificata di inizio attività (S.C.I.A.) da presentare esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale di Roma Capitale.

      I costi di istruttoria risultano più elevati delle pratiche SCIA permanenti, ma l'attività è autorizzata già da momento della trasmissione della pratica.

SCIA | Trasferimento di sede

nelle stesse vie e piazze del medesimo Ambito

       Richiesta autorizzazione per il trasferimento di sede nelle stesse vie e piazze del medesimo ambito di cui alla deliberazione comunale n. 35/2010 dell’attività somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, fermi restando i divieti previsti dagli artt. 10, 11 e 12 della deliberazione 35/2010.


Chi può fare richiesta

La persona interessata (legale rappresentante in caso di società) purché maggiorenne, in possesso dei requisiti morali (per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande) direttamente o tramite intermediario.
Nel caso il titolare non sia in possesso dei requisiti professionali, può nominare un preposto all’attività in possesso di detti requisiti.


Cosa serve

L’attività deve essere avviata mediante una domanda SCIA da presentare in modalità telematica attraverso il portale di Roma Capitale www.comune.roma.it o direttamente tramite il sito del SUAP.
Rilascio titolo autorizzativo o formazione del silenzio assenso decorsi 90 giorni dalla presentazione della domanda.

RUSSO & PARTNERS

Viale Castro Pretorio 58

 

- ISCRIZIONE  CCIAA

- CONTABILITÀ

- DICHIARAZIONE           DEI REDDITI

Dottore Commercialista Giuseppe Russo
TEL 06 916 503 551

PRATICHE EDILIZIE  ROMA

- CILA | SCIA 

- APE | DOCFA

- RELAZIONE                   ASSEVERATA

- ASL

- CATASTO

- PERIZIE

ING. PETROVAI
TEL 06 211 280 96

REQUISITI MORALI | VENDITA E SOMMINISTRAZIONE DI GENERI ALIMENTARI

     Non possono esercitare l'attività commerciale di vendita e di somministrazione:  

a)  coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;
b)  coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
c)  coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
d)  coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;
e)  coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
f)  coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza;
2.  Non possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d'azzardo, le scommesse clandestine, nonché per reati relativi ad infrazioni alle norme sui giochi.
3.  Il divieto di esercizio dell'attività, ai sensi del comma 1, lettere b), c), d), e) ed f), e ai sensi del comma 2, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione. (26)
4.  Il divieto di esercizio dell'attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.
5.  In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti morali di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252.

In caso di impresa individuale i requisiti di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal titolare e dall'eventuale altra persona preposta all'attività commerciale. 

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